Sette ore, dunque, per un solo punto all’ordine del giorno: l’aggiornamento del Documento unico di programmazione (Dup) con l’annesso bilancio di previsione. Un Consiglio-fiume pieno di accuse e veleni. Un fuoco continuo tra opposizione e maggioranza. Non sono mancante le solite scintille e anche diverse sospensioni per decidere il da farsi.
Le minoranze, infatti, hanno minacciato un ricorso al Tar per chiedere la nullità della seduta. “Dai verbali emerge che in prima convocazione ci sono stati addirittura tre appelli, quando alla seconda chiamata era già venuto meno il numero legale. Tant’è che il Consiglio è stato aperto già due volte in pochi minuti. La seconda convocazione peraltro è stata decisa successivamente e non contestualmente alla prima”, ha contestato il capogruppo di Volontà Popolare, Lino Guido.
La maggioranza, tuttavia, ha votato per la continuazione dell’assise tra le proteste dell’opposizione. A puntare il dito contro l’esecutivo anche l’ex assessore Noemi Puce (Udc), “dissidente” della maggioranza ed ora esponente del gruppo misto, che ha sollevato un’altra questione: la mancata pubblicazione degli allegati nella delibera sul piano delle alienazioni. Un altro aspetto su cui s’è scatenata la bagarre, accompagnata da un lungo tiremmolla.
“Non ci sono i presupposti per procedere con la votazione sul bilancio”, è stata la linea sostenuta dall’opposizione che ha chiesto la sospensione e la riconvocazione dell’assise per sanare il difetto di pubblicazione degli allegati.
Ma dopo l’ok del segretario comunale Alberto Borredon (che ha parlato di una delibera “immediatamente esecutiva”), la maggioranza è andata avanti.
“Si sta approvando un bilancio in violazione delle norme: con la mancata pubblicazione i cittadini non hanno avuto la possibilità di essere informati e presentare osservazioni entro i termini previsti. Sono cose che dovranno essere chiarite nelle sedi opportune. L’amministrazione sbandiera la legalità solo nelle piazze”, ha accusato Guido.
“Questo non è un incidente di carattere formale: un conto è che la delibera sia esecutiva, un conto è la pubblicazione. Gli allegati non sono un optional, ma parte integrante e sostanziale dell’atto che altrimenti è monco. La legge va rispettata, costi quel che costi”, ha rilevato Marcello Manca (Città attiva).
“La questione è sostanziale e non formale: c’è troppa presunzione da parte dell’amministrazione”, ha aggiunto Puce.
Dura la replica del capogruppo di maggioranza, Manfreda, che nel corso della seduta ha avuto un battibecco al vetriolo con l’ex sindaco Guido, in merito ai fatti dell’assise precedente.
“L’obiettivo delle minoranze è quello di portare il Consiglio allo scioglimento e il Comune al commissariamento: si tratta di questioni formali lontane anni luce dagli interessi della città e dal merito del bilancio. L’opposizione proceda pure con un ricorso al Tar. Nel caso, siamo pronti a chiedere il risarcimento degli eventuali danni procurati al paese”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore al bilancio Vincenzo Toma che ha bollato il tutto come una “questione formale”: “Siamo nella fase di aggiornamento del Dup, e il piano delle alienazioni è già stato pubblicato nel 2016 e non è stato modificato di una virgola”.
Dal canto suo il sindaco Angelina Storino ha attaccato l’opposizione parlando di “atteggiamento indecente e anche maschilista: l’amministrazione è trasparente, non stiamo compiendo nulla di illegittimo, la minoranza la smetta di vomitare fango”.
La maggioranza ha poi rigettato (pur annunciando interventi in merito alle tematiche proposte) i vari emendamenti della minoranza (su cui hanno relazionato Noemi Puce, Marcello Manca e Massimiliano Manca) riguardanti la diretta streaming dei Consigli, lo smaltimento dell’amianto, il recupero del mercato coperto di piazza della Repubblica e del Parco Sabotino.
Le scaramucce sono andate avanti fino a tarda ora. Intorno alle 22,30 - dopo sette ore di discussione - è arrivato il momento dell’epilogo: il bilancio di previsione è stato approvato, come previsto, con i soli 9 voti della maggioranza. Contrari l’opposizione e il gruppo misto. Assenti Tiziana Lezzi (Udc), Mimmo Quarta (Fratelli d’Italia) e Oreste Paladini (Volontà Popolare), che ha abbandonato l’aula a metà consiglio.