Si sono verificati in rapida successione: il primo di notte, il secondo nella prima mattinata di oggi. Nel mirino due mezzi inservibili di proprietà di persone del posto. In via Signore, intorno all’una di notte, è stato incendiato e carbonizzato un vecchio fuoristrada Suzuki Santana di un contadino (la batteria del mezzo peraltro era staccata). Poche ore più tardi, intorno alle 10 del mattino, un altro mezzo è stato incendiato a breve distanza.
È successo, infatti, appena qualche centinaio di metri più in là, ovvero in via Cacari. In questo secondo caso, le fiamme appiccate da qualcuno in pieno giorno hanno ridotto ad una carcassa di lamiere una vettura inutilizzata: si tratta di una Renault Megane immatricolata venti anni fa. Una coincidenza di tempi e di luoghi che avvolge questo doppio raid in un alone di mistero. I proprietari dei due mezzi sono entrambi incensurati.
Intanto, le indagini sono affidate ai carabinieri della locale stazione, diretti dal luogotenente Giordano Protopapa. E diversi sono gli interrogativi presenti sul taccuino degli inquirenti, a partire dalla ricerca del movente. Resta da capire inoltre se i due episodi ravvicinati siano in qualche modo collegati. Al momento, appare invece solo come una coincidenza (l’ennesima in questa vicenda) il fatto che il primo mezzo, quello carbonizzato nel cuore della notte in via Signore, si trovasse lungo la stessa strada dell’abitazione di uno degli arrestati nell’operazione “Labirinto” compiuta nelle stesse ore.