Non si è fatta attendere quindi la risposta al post al vetriolo del capogruppo di opposizione, Lino Guido, che aveva pubblicato su Facebook e commentato con indignazione (LEGGI ARTICOLO) la foto con la vettura dell’assessore parcheggiata “fuori posto” durante la festa patronale. “Non è mia intenzione sottrarmi alle critiche ed al confronto sulla questione. Al contrario, porgo le mie più sentite scuse a coloro che siano affetti da disabilità, ai loro cari, al sindaco ed alla amministrazione di cui orgogliosamente faccio parte e a tutti coloro che, in qualsiasi modo, possano essersi sentiti offesi da quanto accaduto”, premette Madaro.
“Mi sono fermato solo pochi minuti, credendo che fosse un’area di sosta dello scuolabus, ma ciò - dichiara l’assessore - non significa nulla e non giustifica il mio comportamento. Tutti, a partire dai politici, devono prestare la massima cura verso i diritti e la sensibilità di coloro che versino in una situazione di disabilità, senza accampare scuse. Sono disposto, senza se e senza ma, a pagare qualsiasi sanzione che la legge preveda”.
E dopo aver fatto ammenda, Madaro critica il modo di fare opposizione dell’ex sindaco, oggi esponente della minoranza nelle vesti di capogruppo di Volontà Popolare: “Lascia senza parole - ribatte il membro dell’esecutivo - il tentativo di Guido di etichettare una persona sulla base di una semplice svista, anche se grave, senza conoscerne le effettive circostanze. Tuttavia, il tema sociale e giuridico della disabilità è talmente delicato da non meritare di essere trattato come un semplice strumento ad orologeria per attaccare sindaco e amministrazione”.
Per l’assessore, poi, il post di Guido “non ha alcun senso, se non quello di rivolgere uno dei consueti e rancorosi attacchi alla garibaldina, a prescindere da quale sia il merito della questione ed il pretesto per sferrare l'attacco. Peccato, perché ha perso l'ennesima occasione”.
Per il resto, Madaro rammenta “che i paragoni tra la passata amministrazione e l'amministrazione Storino non ci interessano. Guido si tenga pure la medaglietta del primo della classe. A noi importa solo fare l'interesse della collettività e del territorio e non siamo interessati ad iscriverci a nessun concorso a premi, di stampo propagandistico”.
Tuttavia, lo stesso Guido non ha poi perso tempo per rilanciare e chiedere le dimissioni di Madaro. Un continuo pingpong: “La multa è il minimo, ma non sufficiente. In politica, a tutti i livelli, chi si è macchiato di questi comportamenti ha fatto spazio ad altri colleghi dando un segnale forte. L’amministrazione può andare avanti anche senza la presenza di Madaro in giunta. L’assessore - tuona Guido - non si dimostri attaccato alla poltrona”.